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Lula ha vinto il ballottaggio brasiliano con una rimonta epocale su Flávio Bolsonaro, segnando una svolta politica
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- Lula ha trionfato nel ballottaggio brasiliano con una rimonta storica su Flávio Bolsonaro, dichiarando “Non siamo il cortile di nessuno” e suscitando reazioni di Trump che ha definito il voto “truccato”[21][41]
- Il governo olandese prevede di eliminare 25.000 posti di lavoro nell’ambito di una riorganizzazione guidata dall’intelligenza artificiale, secondo Bloomberg[8]
- Il governo svedese ha bloccato l’accesso a diversi servizi di intelligenza artificiale per i computer del personale, segnalando una restrizione tecnologica[49]
- Q8 ha prorogato il price cap sui prezzi di benzina e gasolio fino al 31 dicembre 2026, su richiesta del governo italiano, estendendo la misura introdotta il 1° ottobre[46][74]
- Proteste a Torino hanno visto il sindaco Lo Russo condannare la violenza e chiedere al governo di aiutare i giovani, evidenziando tensioni locali[18]
I post citati
[8] Michele Arnese · @michele_arnese ·
Il governo olandese prevede di tagliare 25 mila posti di lavoro nell’ambito di una riorganizzazione guidata dall’AI. (Bloomberg)
Apri su X[18] La Stampa · @lastampa ·
Proteste a Torino, il sindaco Lo Russo: “La violenza è inaccettabile ma il governo aiuti i giovani”
Apri su X[21] paolo borghi livorno cecina · @pborghilivorno ·
#brasile #elezioni (in aggiornamento) Lula trionfa nel ballottaggio con una epocale rimonta su Flavio Bolsonaro: "Non siamo il cortile di nessuno". Trump: "Voto truccato ma Lula mi piace". Crolla la borsa, il presidente lavora al nuovo governo
Apri su X[41] Pierfilippo Fazio · @pierfil99385506 ·
Lula non ha battuto soltanto un candidato di estrema destra brasiliana. Ha battuto un’alleanza internazionale che, da anni, cerca di ridurre interi continenti a province subordinate. Bolsonaro — padre o figlio, poco importa — non è mai stato un fenomeno esclusivamente locale. È stato il volto utile, e spesso goffo, di un progetto più ampio: quello che unisce Washington, Gerusalemme e i padroni delle piattaforme digitali in una stessa ostilità verso qualsiasi governo che non si pieghi. Trump non ha mai nascosto la sua preferenza. Ha trattato i Bolsonaro come alleati naturali, ha usato dazi, sanzioni e pressioni diplomatiche per indebolire il governo in carica e per riaprire la strada alla destra. Non si trattava di «amicizia personale». Si trattava di interesse: un Brasile allineato avrebbe significato meno ostacoli in America Latina, meno voci scomode nei Brics, meno resistenza alla logica che vede il Sud come cortile. Quando gli strumenti formali non bastavano, restavano i canali informali, i funzionari, le dichiarazioni che facevano capire da che parte stava il potere americano. La sconfitta di quel progetto non è un dettaglio. È un rifiuto esplicito di essere trattati come satellite. Netanyahu ha fatto lo stesso, con meno retorica e più chiarezza. Ha sostenuto apertamente il candidato che prometteva di spostare l’ambasciata a Gerusalemme e di ripristinare un’«amicizia straordinaria». Non era carità. Era calcolo. Un governo brasiliano critico verso le operazioni a Gaza, che ha usato la parola «genocidio» senza giri di parole, è un problema. Un governo che invece condivide la retorica evangelica, l’appoggio incondizionato e il disprezzo per le organizzazioni internazionali è un vantaggio. L’alleanza non è ideologica nel senso romantico del termine. È convergente: entrambi hanno bisogno di nemici interni e di legittimazione esterna. Entrambi preferiscono elettorati polarizzati e media che amplificano la paura piuttosto che la contabilità delle vittime. La sconfitta di quel candidato è anche la sconfitta di chi contava su Brasilia come base di appoggio in un continente che, per un momento, sembrava piegarsi. Il terzo avversario è meno visibile e più strutturale. Le grandi piattaforme non sono neutrali. Sono proprietà private che decidono chi vede cosa, quanto, e in quale ordine. Quando gli algoritmi amplificano sistematicamente un campo e limitano l’altro, quando gli strumenti di intelligenza artificiale generano materiale per un candidato e lo rifiutano per l’altro, quando gli investimenti pubblicitari e le raccomandazioni automatiche finiscono per favorire chi spende di più o chi è più utile ai proprietari, non si sta assistendo a un «mercato delle idee». Si sta assistendo a una forma di tecno-feudalesimo. Chi controlla l’infrastruttura del discorso pubblico estrae rendita politica oltre che economica. Non serve cospirazione esplicita. Basta che l’interesse del proprietario — spesso allineato con la destra internazionale — coincida con il risultato elettorale desiderato. Lula ha dovuto vincere anche contro questo: contro la privatizzazione della sfera pubblica e contro la pretesa che le regole del gioco siano scritte da chi possiede i server. Quello che è successo non è una semplice alternanza. È la dimostrazione che una maggioranza, anche stretta, può ancora respingere l’idea che la democrazia sia un lusso concedibile solo a chi non disturba i centri di potere. Non risolve i problemi strutturali del Brasile. Non cancella le pressioni che continueranno ad arrivare da fuori. Ma interrompe, per ora, la narrativa secondo cui la destra internazionale e i suoi alleati tecnologici sono destinati a vincere ovunque. La vittoria di Lula è stata anche questo: un no, pronunciato con i voti, a chi pretendeva di decidere al posto degli elettori.
Apri su X[46] Fratelli d'Italia 🇮🇹 · @fratelliditalia ·
Dopo la missione del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Kuwait, anche Q8 conferma la proroga fino al 31 dicembre 2026 del price cap su benzina e gasolio, introdotto il 1° ottobre su richiesta del Governo italiano. La decisione segue quella di Eni e rappresenta un contributo concreto per contenere i costi energetici e tutelare famiglie e imprese. Intanto, secondo Staffetta Quotidiana, il prezzo medio della benzina self service è in calo. La diplomazia del Governo Meloni porta risultati concreti: al centro ci sono gli interessi degli italiani.
Apri su X[49] Il Post · @ilpost ·
Il governo svedese ha bloccato l’accesso ad alcuni servizi di intelligenza artificiale dai computer del personale
Apri su X[74] Ultimora.net · @ultimoranet ·
"In considerazione dell’attuale situazione di emergenza nazionale e facendo seguito alle richieste del governo italiano, Q8 Italia ha deciso di prorogare fino al 31 dicembre 2026 l'applicazione del price cap sui prezzi di benzina e gasolio, introdotto lo scorso 1° ottobre". Lo comunica Q8 in una nota
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Scritto da un modello AI a partire dai post pubblici; può contenere errori. Controlla le fonti.