Cosa si dice su X · Governo ·
IP impone un tetto ai prezzi di benzina e gasolio su tutta la rete nazionale dopo l’intervento di ENI
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- Dopo ENI, anche IP ha annunciato un limite progressivo ai prezzi di benzina e gasolio sulla propria rete, coprendo circa il 40% della rete nazionale[40][41][43][44][45]
- Il governo Meloni ha definito questo intervento "un segnale importante" per le famiglie italiane, ringraziando il presidente dell'Azerbaigian Ilham Aliyev per il supporto[41]
- La decisione di IP segue la precedente fissazione di un prezzo massimo da parte di ENI, suscitando reazioni contrastanti tra le compagnie energetiche e i consumatori[65][40]
I post citati
[40] Giorgia Meloni · @giorgiameloni ·
Dopo Eni, anche IP ha scelto di limitare il prezzo dei carburanti su tutto il territorio nazionale. È un segnale importante di attenzione alle famiglie italiane che conferma che è possibile contribuire concretamente a contenere il caro carburanti. Desidero ringraziare per questo il Presidente dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, per il segnale di attenzione che rafforza la nostra cooperazione, e il presidente di Socar, Rovshan Najaf. Il Governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto, soprattutto in questa fase internazionale così complessa.
Apri su X[41] Ultimora.net - POLITICS · @ultimora_pol ·
La presidente del Consiglio Giorgia #Meloni definisce "un segnale importante" la decisione di IP di limitare i prezzi dei carburanti su tutto il territorio nazionale, dopo Eni. Ringrazia il presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev e il presidente di Socar Rovshan Najaf. "Il Governo continuerà a lavorare per sostenere le famiglie e proteggere il loro potere d’acquisto", afferma.
Apri su X[43] Michi · @newprompt ·
DOPO ENI, ANCHE Italiana Petroli RISPONDE ALL’APPELLO DEL GOVERNO! Anche IP ha annunciato che introdurrà progressivamente un limite ai prezzi di benzina e gasolio sulla propria rete! Adesso Landini proclamerà lo sciopero dei distributori
Apri su X[44] m a u r o · @maurorizzi_mr ·
“Ma figurati se anche gli altri metteranno un tetto ai prezzi”. Nei prossimi giorni verrà introdotto un limite anche sulla rete IP, che insieme a ENI rappresenta il 40% della rete nazionale. In una nota l’azienda spiega: “In questo modo la compagnia statale azera aderisce all'appello del governo italiano di andare incontro alle necessità delle famiglie e delle imprese”.
Apri su X[45] Isabella Tovaglieri · @isatovaglieri ·
Dopo Eni, anche IP mette un tetto ai prezzi di benzina e gasolio. Finalmente una boccata d’ossigeno per le tasche degli italiani: un risultato importante, frutto della serietà con cui il governo di centrodestra ha affrontato in questi mesi l’emergenza del caro carburanti. Nonostante il solito immobilismo di un’Europa sempre più distante dai problemi concreti di cittadini e imprese. La sinistra parla, noi andiamo avanti a lavorare.
Apri su X[65] La durezza del vivere · @durezzadelviver ·
La decisione di ENI di fissare un prezzo massimo di benzina e gasolio non piace alle altre compagnie e ai soliti noti. C'era da aspettarselo. Ma al di là di questo, la decisione segnala che la tanto bistrattata energia "fossile", che rappresenta in Italia ancora il 70% circa del fabbisogno di energia primaria, è preponderante e decisiva negli equilibri economici e industriali. Il "sogno europeo" di un mondo che si adegua ai wishful thinking verdi di Bruxelles si rivela un brutto incubo, nonostante gli avvertimenti che pure ci sono stati, da più parti, da anni. Inascoltati. Il prezzo si fa al margine, in tutti i settori economici, e l'energia elettrica da rinnovabili è ancora molto lontana dal sostituire i consumi di gas e petrolio. L'energia verde ha sinora integrato e non sostituito a livello mondiale l'energia primaria da fonti fossili, perché crescono i consumi di energia complessivi a un ritmo superiore alla crescita del green. Per questo, la politica industriale europea nota come Green Deal rappresenta la più chiara forma di suicidio economico della storia. Avere dismesso capacità di raffinazione, avere disincentivato gli investimenti in idrocarburi, avere penalizzato i consumi di gas con una tassa come l'ETS, avere prima favorito eccessivamente e poi rinnegato improvvisamente il legame Germania-Russia sul gas, avere favorito l'industria tedesca dell'auto obbligando tutti all'elettrico, tutto ciò rappresenta un disastro di cui nessuno si sta assumendo la responsabilità politica. Bruxelles resta al riparo dal processo elettorale, come disse qualcuno. L'ETS, ad esempio, è stato creato espressamente per far alzare il costo dell'energia prodotta con gas e carbone, ottenendo così l'effetto di 1) far alzare il costo di tutta l'energia, anche di quella green; 2) abbattere la competitività dei settori industriali energy-intensive, che sono al limite del collasso. Ci aspetta un autunno di chiusure, delocalizzazioni e licenziamenti se non si agisce subito. Finita la sbornia verde, ora appare chiaro che contano due cose soltanto: l'indipendenza e la sicurezza energetica, due obiettivi che i sistemi-paese noti come Cina e USA perseguono senza fronzoli e seguendo logiche di potenza. Mentre i paesi europei sono anestetizzati da Berlino, ehm, Bruxelles, cui hanno delegato in bianco la politica industriale, una delega che neutralizza qualunque possibilità di azione mentre il mondo richiede capacità di agire in modo efficace. La lezione di USA e Cina è chiara: nessuno sconto a chi non capisce i fondamentali degli equilibri internazionali, né a chi pur capendoli non agisce in modo conseguente. Servono azioni di governo in chiave di sicurezza energetica e prosperità economica, due elementi che Berlino, ehm, Bruxelles non può fornire. Non può perché l'Ue nasce espressamente come veicolo della potenza regionale tedesca, da sempre inadeguata culturalmente a leggere il presente e ad immaginare un futuro. Gasolio, gas, petrolio, carbone sono ancora la chiave della prosperità, piaccia o meno. La capacità di controllare le fonti energetiche è la chiave del futuro. Una chiave che Bruxelles non ha, non ha mai avuto e non avrà mai. (Grafico: ENEA, Analisi trimestrale del SISTEMA ENERGETICO ITALIANO Anno 2025 n. 1/2026)
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